IVIE ed IVAFE: chiarimenti dell'AdE con la circolare 12e del 3 maggio 2013


I commi 518 e 519 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2013 apportano alcune modifiche alle disposizioni fiscali relative all’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) e all’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE).Tali modifiche mirano ad equiparare il trattamento fiscale relativo al possesso all’estero di immobili e attività di natura finanziaria da parte di soggetti residenti nel territorio dello Stato con quello previsto per gli immobili e le attività finanziarie detenuti in Italia per i quali si applica, rispettivamente, l’imposta municipale propria (IMU) e l’imposta di bollo di cui all’articolo 13 della Tariffa, Parte I, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642.

Con la  circolare 12e del 3 Maggio 2013 l'Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti in ordine alle principali novità che di seguito elenchiamo:

- le imposte IVIE ed IVAFE sono dovute con riferimento all'anno d'imposta 2012 e non 2011;

- i versamenti effettuati nel 2011 si considerano a titolo di acconto della relativa imposta dovuta per il 2012;

- se in capo al contribuente si configurasse una posizione creditoria per eccesso di versamenti in acconto rispetto al dovuto 2012, lo stesso potrà recuperare secondo le consuete modalità previste per i versamenti in eccesso o non dovuti relativi ai versamenti diretti;

- non si applicano le sanzioni previste per gli omessi versamenti diretti nel caso in cui non sia stato eseguito, in tutto o in parte, il versamento delle imposte originariamente dovute per il periodo di imposta 2011 sulla base della normativa previgente;

- l’imposta IVIE si applica nella misura ridotta dello 0,40 per cento agli immobili situati all’estero che sono adibiti ad abitazione principale e alle relative pertinenze;

- l'imposta IVAFE riguarda ora tutti i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero da soggetti residenti in Italia e non è più limitata a quelli detenuti in Paesi dell’Unione europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni.

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